I DIPINTI CHE SCONVOLSERO IL MONDO

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“Ci sono dipinti che hanno segnato la storia dell’umanità, quadri che sono diventati simbolo di un movimento di pensiero, di una corrente artistica, cambiando la percezione degli eventi e la loro interpretazione” (F. Caroli).

Le lezioni proposte indagano, dal Trecento al contemporaneo, alcuni di questi fondamentali, emblematici, testi.
Per questa seconda annualità, il  nostro viaggio partirà vicino a noi, dalla Bologna del Trecento, con Vitale degli Equi, grande maestro capostipite della scuola pittorica emiliana,  per proseguire nel  secolo seguente con l’arte fiamminga di Jan Van Eych. Nel Cinquecento di nuovo un approfondimento sull’arte bolognese con Annibale Carracci e poi in Spagna con El Greco. Faremo anche una puntata nel Settecento in Inghilterra, dove incontreremo  Thomas Gainsborough.  L’ultima parte del corso sarà dedicata al Novecento: Piet Mondrian e Francis Bacon concluderanno il ciclo.

Le  opere:
1 – Vitale da Bologna, san Giorgio e il drago, 1330-1335, Bologna, Pinacoteca nazionale
2 – Jan Van Eych, Ritratto dei coniugi Arnolfini, 1434, Londra National Gallery
3 – Annibale Carracci, La bottega del macellaio, 1582/1583, Oxford, Christ Churc Picture Gallery
4 – El Greco, Sepoltura del Conte di Orgaz, 1586/88, Toledo, Santo Tomè
5 – Thomas Gainsborough, I signori Andrews, 1750, Londra, The National Gallery
6 – Piet Mondrian, Composizione A, 1919, Roma, Galleria Nazionale d’Arte moderna
7 – Francis Bacon, Studio dal ritratto di Innocenzo X, 1953, Iowa, Des Moines Art Center 

Docenza: Giovanna Degli Esposti
Lezioni: 7
Giorno e orario:  giovedì ore 16.00-17.30   inizio 14 marzo 2024
Modalità: mista – In presenza o Videoconferenza (Meet). Indicare la modalità scelta nel campo “note”.

Giovanna Degli Esposti

Laureata in Lettere Moderne con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Bologna, con tesi in Museografia,  ha iniziato la sua carriera nella scuola come docente di storia dell’arte, affiancando all’insegnamento nei Licei l’impegno nella didattica dei beni culturali. Ha  partecipato all’organizzazione scientifica e/o didattica di tutte le Biennali d’Arte Antica cittadine fino all’ultima esposizione del 2014 dedicata alla Pittura dell’Ottocento. Ha insegnato, inoltre, in corsi post universitari di aggiornamento per docenti  e ha  al suo attivo numerose pubblicazioni, in particolare su tematiche  relative alla scuola pittorica emiliana dal Cinquecento all’Ottocento. E’ Dirigente scolastico delle Scuole Manzoni di Bologna. Collabora con Università Aperta fin dal 1990, insegnando Storia dell’Arte e partecipando ai percorsi di Viaggiando si impara.

Le  opere: 

  1. Vitale da Bologna, san Giorgio e il drago, 1330-1335, Bologna, Pinacoteca nazionale
    L’opera rappresenta il momento topico della leggenda del Santo guerriero ed è straordinaria per il dinamismo  che esprime e per la tensione narrativa.  In quest’opera è già presente quella ricerca di natura ed espressione che caratterizzerà la successiva arte emiliana.
  2. Jan Van Eych, Ritratto dei coniugi Arnolfini, 1434, Londra National Gallery
    Fra i più emblematici esempi dell’arte fiamminga, il doppio ritratto intesse una complessa dialettica tra realtà e rappresentazione. L’ambiente é rappresentato con eccezionale virtuosismo ed ogni elemento è accuratamente studiato  con l’attitudine naturalistica propria della pittura delle Fiandre.
  3. Annibale Carracci, La bottega del macellaio, 1582/1583, Oxford, Christ Churc Picture Gallery
    Ci troviamo di fronte ad una scena di vita quotidiana, rappresentata senza alcun intento caricaturale, che si squaderna in modo del tutto naturale davanti ai nostri occhi, ma al contempo si regge   su una struttura compositiva di grande rigore. In questo rivoluzionario dipinto, Annibale dimostra come si possa fare grande pittura semplicemente raccontando il quotidiano.
  4. El Greco, Sepoltura del Conte di Orgaz, 1586/88, Toledo, Santo Tomè
    In questa straordinaria opera, El Greco unisce il misticismo orientale a suggestioni rinascimentali e manieriste e costruisce una scena allucinata e coinvolgente che apre la strada al periodo d’oro dell’arte spagnola.
  5. Thomas Gainsborough, I signori Andrews, 1750, Londra, The National Gallery
    Capolavoro giovanile dell’artista, il doppio ritratto  riesce a restituire con straordinaria vividezza la classe sociale dei coniugi Andrews, l’agiatezza raggiunta, la consapevolezza del loro ruolo nel mondo. I coniugi sono rappresentati in un paesaggio che diviene il terzo protagonista della scena, dipinto con acuta e sensibile rappresentazione dal vero.
  6. Piet Mondrian, Composizione A, 1919, Roma, Galleria Nazionale d’Arte moderna
    Mondrian dimostra la possibilità di fare pittura staccandosi dal dato naturalistico e privandolo progressivamente del superfluo, organizzando le sue Composizioni con sole linee orizzontali e verticali e colori primari, ottenendo immagini di inedita essenzialità, che abbandonano qualunque elemento emotivo.
  7. Francis Bacon, Studio dal ritratto di Innocenzo X, 1953, Iowa, Des Moines Art Center
    L’artista irlandese non rifiuta la figurazione in un drammatico confronto con il passato, restituendoci l’anima dilaniata del personaggio, alla ricerca della sua più profonda e oscura identità.

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