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Storie di filosofi perseguitati, maledetti, uccisi per le loro idee

Il corso si propone di raccontare le vicende di sei filosofi nei quali il cammino di pensiero si intrecciò in maniera indissolubile, fino alle estreme conseguenze, con le vicende della vita. Sei personaggi che, in varie epoche, testimoniarono fino alla fine, all’estremo sacrificio, la fedeltà alle proprie idee percorrendo una via che, in fin dei conti, finì per coincidere con la vita stessa e che merita perciò di essere ricordata.

Da Socrate, il maestro della maieutica, “empio” e corruttore di giovani secondo gli accusatori, che rifiutò di fuggire per non violare le leggi a Ipazia, scienziata e filosofa alessandrina, linciata da fanatici cristiani che non tolleravano che si insegnasse ancora la filosofia “pagana” e che, per di più, a farlo fosse una donna. Da Thomas More, condannato a morte per essersi opposto all’”Atto di supremazia” di Enrico VIII°, Domenico Scandella mugnaio eretico del Friuli del 500 che aveva una propria singolare visione del cosmo e perciò fu condannato al rogo, così come Giordano Bruno, il domenicano che credeva nella natura e nell’infinito, arso vivo in “campo de fiori” il 17-febbraio del 1600.
Ultimo Spinoza il mite, ascetico filosofo che viveva esercitando il mestiere di ottico, non ucciso perché viveva nei tolleranti Paesi Bassi, ma scomunicato e maledetto, con tutte le maledizioni della tradizione ebraica, dalla Sinagoga di Amsterdam, per aver messo in discussione in concetto del Dio-persona.

1) ”Ma è giunta l’ora di andare, io a morire voi a vivere, cosa sia meglio solo Dio lo sa!” Socrate: la cicuta del maestro empio
2) ”La donna che voleva parlare”. Ipazia di Alessandria e i “parabolani”.  Il “sonno della  ragione” e il mostro del fanatismo religioso.
3) ”L’isola che non c’è.” Thomas More, il filosofo dell’utopia e la scure del Re.
4)  “Il formaggio e i vermi”. Domenico Scandella, l’eresia di un mugnaio friulano
5)“Disse che moriva martire e volentieri”. Giordano Bruno, “l’accademico di nulla accademia”
6) “Che sia maledetto di giorno e di notte, mentre dorme e quando veglia, quando entra e quando esce. Che l’Eterno non lo perdoni mai.” Baruch Spinoza: “Deus sive natura”, lo “scelerato ebreo” e le maledizioni del libro.

Docenza: Sebastiano Sotgia
Lezioni:6
Giorno e orario: Venerdì, 18.00-19.30; marzo  – aprile 2022
Modalità mista: In presenza e Video-conferenza (Meet) + registrazione delle lezioni disponibili su Classroom
Costo IVA compresa on-line: Soci di U.A 80 Euro, Non soci 90 Euro.
Costo IVA compresa presenza: Soci di U.A 90 Euro, Non soci 100 Euro.

Sebastiano Sotgia

Laureato in filosofia a Bologna, docente di filosofia e storia in diversi Licei e, attualmente, presso il Liceo Scientifico Valeriani di Imola.
Da molti anni docente in numerosi corsi per adulti di filosofia e di storia a Bologna e Imola.
Storico collaboratore e socio dell’Università Aperta di Imola. E’stato membro dell’associazione filosofica Mondotre ed ha partecipato all’allestimento ed alla rappresentazione delle lezioni spettacolo “Processi ai filosofi”, messe in scena per diversi anni e Bologna e dintorni, in una occasione anche al Festival di filosofia di Modena.