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CORSO AVVIATO

L’influenza della Scienza su Arte, letteratura e Storia del Pensiero

Ogni percorso storico è un viaggio, tra fatti e idee: rompendo lo schema tradizionale che divide cultura umanistica e scientifica, il nostro itinerario nella Storia della Scienza (e in particolare della Fisica) vuole mostrare come nel progresso della Conoscenza attraverso la definizione e  lo sviluppo e del metodo scientifico, si trovi la chiave dell’unità del sapere e dell’armonia tra i popoli.

Temi che tratteremo

1) Cosmologie e cosmogonie mitologiche, i poemi omerici: lo scudo di Achille ed il ritorno di Odisseo dall’isola di Calipso, il concetto di Universo e la Cosmologia Razionale, Aristotele e le sfere celesti, il periodo ellenistico e l’origine della Scienza, la misura della Terra, il “problema dei pianeti” da Aristotele a Tolomeo, La Scienza dell’antica Roma

2) La fine della Scienza antica, la crisi dell’impero Romano, la Casa della Saggezza, il ruolo degli Arabi (Matematica, Astronomia e Medicina), l’evoluzione del pensiero medioevale: dal feudalesimo all’età dei comuni, Razionalismo: gli Occamisti e la Scolastica, il ritorno alla Scienza, Dante Alighieri e la Cosmologia Medioevale,

3) la Rivoluzione Borghese: il passaggio dalle Università alle Accademie e la nuova Cultura, l’Umanesimo filosofico e letterario, dall’arte sacra “didascalica” all’Arte come “descrizione della Realtà”, il nuovo pensiero e le lettere (Ariosto e Cervantes: il mito del cavaliere e la sua distruzione)

4) Galileo Galilei: il metodo della conoscenza e il ruolo della musica, i saggi epistemologici e descrizione delle scoperte: la prosa scientifica (Sidereus Nuncius, Saggiatore e Dialogo), questioni di Scienza e filosofia, Cartesio, Newton: spazio matematico e spazio fisico,

5) L’illuminismo: il ruolo della Scienza nella Società, Meccanica analitica, termodinamica e elettromagnetismo: dalla Fisica del XVIII e del XIX alle prime due rivoluzioni industriali, l’evoluzione del vivente e le sue ricadute culturali, la poesia dell’Universo: Leopardi e Pascoli

6) La rivoluzione scientifica del XX secolo: Relatività e Meccanica quantistica, la Scienza e il Nazismo, l’era nucleare: cambiamenti di prospettive e di rapporti internazionali, la letteratura fantascientifica, terza e quarta rivoluzione industriale, la Scienza nella letteratura italiana: Primo Levi e Italo Calvino.

Docenza: Oriano Spazzoli
Lezioni: 6
Giorno e orario: Venerdì ore 20:00 – 21:30; inizio 5/03/2021
Modalità: Video-conferenza (Meet) + registrazione delle lezioni disponibili su Classroom
Costo IVA compresa: Soci di U.A € 80,00; Non soci € 90,00

Oriano Spazzoli

Fisico, narratore e comunicatore scientifico nato a Forlì il 14/11/1959, si occupa da anni di di didattica e divulgazione di Fisica, Astronomia, Astrofisica e Cosmologia collaborando tra gli altri con il Planetario di Ravenna, l'Associazione Astronomica del Rubicone ed il Centro Visite Salina di Cervia. Ha organizzato e svolto conferenze pubbliche, laboratori, lezioni di approfondimento e corsi di formazioni per docenti in ogni livello di scuola, e attività di formazione permanente presso le Università per Adulti la formazione di Ravenna, Russi, Alfonsine, Lugo e Cervia. È promotore e ideatore di attività di didattica della Scienze attraverso il gioco e animazione culturale per bambini, ragazzi e adulti. Il tratto caratteristico della sua proposta al pubblico è l'interdisciplinarità, allo scopo di far capire che la Scienza non è soltanto un insieme di informazioni, ma soprattutto un modo di pensare e di produrre cultura, che veicola valori fondamentali per la società quali la verità, la libertà di pensiero, la giustizia e la responsabilità sociale; per questo correda i suoi interventi di riferimenti alla Storia del pensiero e alla letteratura, e di letture di racconti scritti da lui stesso, ed attua collaborazioni con poeti, artisti e musicisti (tra i quali Simone Zanchini nel 2012). Dal 2018 collabora con il musicista e performer Marcello Ferrara.

Ha pubblicato i libri “Due storie relativistiche” (2014, ) e “Due storie di guerra e scienza” (2016) e ideato, sceneggiato e realizzato monologhi di narrazione scientifica quali “L’altro Sole di Hiroshima”(Associazione Astronomica del Rubicone, 2005), “La guerra di Henry Moseley” (Associazione Astronomica del Rubicone, 2016), “Guido e le stelle del deserto” (2005), “La notte di Galileo” (2008), “C’era una volta la Volta del Cielo” (2018, con Marcello Ferrara), “Terra – Luna: andata e ritorno. Quelli che ci sono andati e quelli che ci sono sempre stati …” (2019, con Marcello Ferrara) e ideato percorsi narrativi politematici come “A come Andromeda” (con Claudio Casali), “La Musica nel Cosmo” (2020, con Claudio Casali e Marcello Ferrara), “Ehi! C'è qualcuno lassù: a cento anni dalla nascita di Isaac Asimov e a sessanta dal progetto SETI” (2020, con Claudio Casali), “Don Chisciotte e Galileo: l'incontro possibile” (2020), “Eravamo ragazzi e sognavamo di diventare scienziati: dall'avventura della Scienza a Italia – Germania 4 a 3” (2020).

Dal 2010 al 2012 Ha collaborato al riordino del materiale del Museo di Scienze e Fisica del Liceo Classico “G.B. Morgagni” di Forlì, contribuendo alla stesura del catalogo relativo, Nel 2011 ha collaborato alla stesura della Storia del Liceo Classico “V. Monti” di Cesena, contribuendo con un'appendice dedicata alla Storia del laboratorio di Fisica e Scienze. Nel 2019 ha contribuito alla stesura del catalogo della mostra “Sfogliando la Luna: un viaggio nelle collezioni classensi a cinquant'anni dal “grande balzo per l'umanità”” presso la biblioteca Classense di Ravenna in cvollabiorazione con l'Associazione Rheyta Astrofili Ravennati (ARAR).

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    Nel suo saggio “L’utilità dell’inutile”  Nuccio Ordine scrive: “Esistono saperi fine a se stessi che – proprio per la loro natura gratuita e disinteressata, lontana da ogni vincolo pratico e commerciale – possono avere un ruolo fondamentale nello spirito e nella crescita civile e culturale dell’umanità.” Uno degli indicatori più evidenti della crisi di valori della società moderna è l’attribuzione alla Scienza del ruolo di mero strumento per risolvere problemi cogenti (come nel caso della recente pandemia), per creare ricchezza economica attraverso la produzione industriale e per rendere più comoda la vita di ciascuno di noi. In realtà la riduzione della Scienza a “sapere utile” (con la suddetta limitativa accezione del termine), è il prodotto di una visione consolidatasi attraverso quattro rivoluzioni industriali (dalla macchina a vapore al computer) e sostenuta non dagli scienziati ma da una classe dirigente che dal loro lavoro ha, non sempre senza  merito per la verità, tratto profitto. Eppure la Scienza, come recita l’origine della parola stessa, è “Conoscenza” della Natura, nel senso più completo del termine, e come tale si compie attraverso un metodo che contempla osservazione e descrizione rigorosa, espressa in un linguaggio “esatto”, scevro di ambiguità e imprecisioni, ma è anche confronto per stabilire una verità scientifica condivisa (non può essere altrimenti visto che l’obiettivo della ricerca deve essere il meno soggettivo possibile), ed un processo di teorizzazione che scaturisca naturalmente da un dialogo tra chi sostiene ipotesi diverse, purché esse siano costruite su ferree basi logiche. Confronto e dialogo quindi rendono la Scienza(come sostiene Enrico Bellone nella prefazione al dialogo “Il Copernico”, Ed. Muzzio, 1993), il più democratico dei saperi, e ne legano la nascita e la crescita a quella della società civile e delle sue molteplici espressioni, comprese quelle artistiche, letterarie e musicali, in un panorama evolutivo che dovrebbe fornire all’uomo la completa coscienza di se stesso e dell’Universo in cui si trova. A questo proposito nell’itinerario del corso che proponiamo e che abbiamo intitolato “La Scienza nella Cultura Europea”, per richiamare senza ambiguità alle vere radici della nostra identità culturale, finiremo col trattare soprattutto di quelle discipline scientifiche che si sono occupate di comprendere le relazioni tra l’Uomo e l’Universo fisico, tentando di affrontare le discussioni sui temi più profondi (“Che cosa siamo? Dove siamo? Da dove veniamo? Qual è il nostro destino?”) e che per questo motivo si sono intrecciate con il dibattito filosofico fornendo ad esso in ogni epoca spunti decisivi per il suo orientamento. In questa prospettiva Astronomia e Fisica di base (Fisica teorica, e delle particelle e delle interazioni elementari), che sono oggi scienze relegate a strette nicchie di informazione, (con una forte componente di spettacolarizzazione per attirare l’interesse del pubblico verso di loro) emergono come fondamentali fonti di ispirazione per la produzione artistica e la formazione di una visione completa della natura umana e del mondo.

    Dallo scudo di Achille (divenuto poi lo schema cosmologico del capostipite dei filosofi ionici, Talete di Mileto) e dai riferimenti astronomici e geografici del peregrinare di Odisseo, alla trattazione filosofica e scientifica in forma epistolare, o teatralizzata nella forma del dialogo, che accompagnano l’evoluzione del pensiero razionale, alla poesia nata da profonda riflessione sul cambiamento di prospettiva cosmica (Leopardi, Pascoli), alla fantascienza classica fino alla riflessione di Italo Calvino sulla vicenda umana e sul senso laico e razionale della vita e della letteratura, passando attraverso esperienze pittoriche e musicali, tutto è elemento del racconto che accompagna e scandisce il difficile cammino del genere umano verso la coscienza di se stesso nell’Universo, in un intreccio di linguaggi nel quale, per dirla con il grande scrittore ligure, “la letteratura può servire da molla propulsiva per lo scienziato, come esempio di coraggio nell’immaginazione, nel portare alle estreme conseguenze un’ipotesi …(mentre) … il modello del linguaggio matematico, della logica formale, può salvare lo scrittore dal logoramento in cui sono cadute parole e immagini per il loro falso uso. Con questo lo scrittore non deve però credere di aver trovato qualcosa d’assoluto; anche qui può servirgli l’esempio della Scienza: nella paziente modestia di considerare ogni risultato come facente parte di una serie forse infinita d’approssimazioni.” (da “Una pietra sopra. Due interviste su scienza e letteratura”).