Caricamento Eventi

Il ritorno di Aristotele nel medioevo, le diverse interpretazioni del maestro, prima guardato con diffidenza, (troppo greco e troppo pagano), poi divenuto il nuovo faro, “il maestro di color che sanno”, il punto massimo cui alla ragione umana è dato di giungere.
L’idea di fondo di questo corso è di provare a ricostruire, per sommi capi, il lungo serrato dialogo con il pensiero del maestro che viene sviluppato, per secoli, dalle filosofie del medioevo e rinascimento.
Un confronto-scontro che conoscerà diverse fasi e chiavi di lettura, l’iniziale ostilità, quindi l’accoglienza e il fiorire degli “aristotelismi”, la trasformazione di Aristotele nell’Autorità per antonomasia e, infine, la contestazione di quella filosofia. Mettere a fuoco alcuni dei passaggi e delle figure cruciali di quel dibattito, fondamentale nella storia del pensiero filosofico e scientifico, è il compito che si intende svolgere.

Docenza: Sebastiano Sotgia
Lezioni: 6
Giorno e orario: Venerdì, 18.00-19.30; inizio 17/03/2023
Modalità mista: On-line (Meet) o In presenza e nel rispetto delle norme sanitarie previste all’avvio del corso. Indicare la modalità scelta nel campo “note” dell’iscrizione
Costo IVA compresa: Soci di U.A 90 Euro, Non soci 100 Euro.
Sede del corso : Aula UA, Piazza Gramsci 21

Sebastiano Sotgia

Laureato in filosofia a Bologna, docente di filosofia e storia in diversi Licei e, attualmente, presso il Liceo Scientifico Valeriani di Imola.
Da molti anni docente in numerosi corsi per adulti di filosofia e di storia a Bologna e Imola.
Storico collaboratore e socio dell’Università Aperta di Imola. E’stato membro dell’associazione filosofica Mondotre ed ha partecipato all’allestimento ed alla rappresentazione delle lezioni spettacolo “Processi ai filosofi”, messe in scena per diversi anni e Bologna e dintorni, in una occasione anche al Festival di filosofia di Modena.

RICHIESTA DI ISCRIZIONE AL CORSO

    È la prima volta che ti iscrivi ai corsi di Università Aperta?
    Sei già socio di Università Aperta?
    Desideri ricevere il modulo per diventare socio di Università Aperta?

    Il ritorno di Aristotele nel medioevo, le diverse interpretazioni del maestro, prima guardato con diffidenza, (troppo greco e troppo pagano), poi divenuto il nuovo faro, “il maestro di color che sanno”, il punto massimo cui alla ragione umana è dato di giungere.
    L’Aristotele di Averroè, il grande interprete e commentatore arabo, giunge in Europa dalla Spagna islamica intorno al XII secolo e si impone, con tutto il peso della sua incontrovertibile grandezza.
    Osservato all’inizio con sospetto, questo autore quasi interamente sconosciuto, la tradizione conosceva infatti solo la logica della “Categorie” e del “De interpretatione”, in principio fu rifiutato, dalla Chiesa e dalla Scolastica:
    “era orrore per testi che parlavano di eternità del mondo, di universale necessità, di morte dell’anima, proprio mentre dovevano servire anche alla sacra pagina”, ma “quei libri erano troppo necessari e quel che qui risultava proibito altrove era usato”.

    “Entrato nella Scolastica fra divieti e sospetti, Aristotele vi rimarrà fino alla fine come il suo conquistatore”. (Franco Alessio)
    Accolto dunque e, successivamente, con Tommaso d’Aquino, riconciliato con il cristianesimo. “L’aristotelismo, con Tommaso, diventa flessibile e docile alle esigenze del pensiero cristiano.” (Nicola Abbagnano)

    Ma una terza lettura si farà strada fra quelle di Averroé e di Tommaso, quella “Alessandrista” ispirata ad Alessandro di Afrodisia,uno dei più grandi commentatori dell’antichità, più laica, che fiorirà soprattutto nell’Università di Padova.
    I diversi aristotelismi si daranno battaglia nel corso Rinascimento, che vedrà anche lo scontro fra coloro che continuano a vedere in Aristotele il punto fermo di riferimento e chi, invece, recupera e valorizza il pensiero di Platone.

    Lo sviluppo del pensiero filosofico e scientifico porterà infine alla dissoluzione del paradigma aristotelico, anche se, nelle Università e nei centri del potere culturale, la scolastica tomista continuerà a lungo a detenere i posti di comando e a imporre la propria lettura.

    L’idea di fondo di questo corso è di provare a ricostruire, per sommi capi, questo lungo e serrato dialogo con il  pensiero del maestro, che viene sviluppato, per secoli, dalle filosofie del medioevo e rinascimento.

    Un confronto-scontro che conoscerà,come si è detto, diverse fasi e chiavi di lettura, l’iniziale ostilità, quindi l’accoglienza e il fiorire degli “aristotelismi”, la trasformazione di Aristotele nell’Autorità per antonomasia e, infine, la contestazione di quella filosofia.

    Mettere a fuoco alcuni dei passaggi e delle figure cruciali di quel dibattito, fondamentale nella storia del pensiero filosofico e scientifico, è il compito che ci si propone di svolgere.