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Quando pensiamo alla storia dell’arte, molto probabilmente i primi nomi che ci vengono in mente sono quelli di artisti uomini: il motivo è molto banale, ed è che le donne, nei secoli passati, erano viste essenzialmente come mogli e madri. In campo artistico, erano considerate al massimo come i soggetti delle opere d’arte realizzate dagli uomini, ed era raro che passassero dall’altra parte della tela per prendere a loro volta in mano il pennello e dipingere. Era raro, ma non impossibile, perché in realtà sono esistite in tempi più o meno recenti alcune artiste donne che si sono sganciate dal ruolo che voleva la società per loro, e hanno raggiunto una posizione di rilievo in campo artistico.

Docente: Silvia Piccoli
Lezioni: 6
Giorno e orario: mercoledì, 18.00-19.30; inizio 27/01/2021
Modalità: A distanza + registrazione
Costo IVA compresa: Soci di U.A € 80,00; Non soci € 90,00

Silvia Piccoli

Dal 2015 collabora con la fiera d’arte contemporanea Art Verona, con un programma di visite guidate; dal 2016 svolge corsi di storia dell’arte per Università Aperta di Imola e insegna storia dell’arte moderna e contemporanea nell’ambito di corsi di formazione professionale per tecnici del restauro. Dal 2017 insegna Lettere, Storia e Geografia presso alcuni istituti superiori di Verona.Laureata con lode in Beni culturali nel luglio 2014, ha collaborato con la cattedra di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Verona. Nello stesso periodo ha lavorato nella galleria d’arte Palazzo Forti, fino al trasferimento prima a Roma e più tardi a Firenze, città nelle quali ha approfondito la sua formazione con due master nell'ambito della museologia e della cura degli eventi culturali. Contemporaneamente ha lavorato come assistente alla ricerca e all’allestimento per la galleria Art Gap Gallery (Roma) e per Studio Abba (Firenze). Ha pubblicato una monografia su Alberto Giacometti (Quiedit, 2016) e un saggio sull’arte sacra veronese del ‘500 (Zel edizioni, 2017), oltre ad articoli per “Op. cit.”, “Studi veronesi” e altre riviste specializzate in critica e storia dell’arte.Ha lavorato a eventi culturali e progetti di didattica per l’Associazione Culturale Urbs Picta.

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    Perché non ci sono state grandi artiste?: è il titolo di un famoso testo di Linda Nochlin, pubblicato nel 1971, ed è anche il quesito sul quale la Nochlin imposta la propria ricerca e argomentazione. La domanda è ironica e lucida allo stesso tempo: è evidente – argomenta l’autrice – che in epoca antica e moderna era la società a precludere la carriera artistica alle donne, chiamate ad assolvere ben altri doveri e attività.

    Sia l’evoluzione dell’artista, infatti, sia la natura e la qualità della sua opera sono l’esito di una situazione sociale; l’arte è parte integrante della struttura di tale situazione sociale, è mediata e determinata da specifiche istituzioni, delle quali tenere conto quando si vuole affrontare una storia dell’arte che sia anche sociale e culturale. Così, lo studio di Linda Nochlin vuole dimostrare quali e quanti condizionamenti abbiano storicamente impedito alle donne di eccellere in campo artistico, spingendosi anche ad argomentare come, anche in tempi più recenti, malgrado diversi cambiamenti sociali, le donne spesso mostrino una irrisolta ambivalenza che le divide tra aspirazioni personali e aspettative sociali.

    Il corso, quindi, si propone di tracciare un percorso storico che, partendo dall’epoca moderna e giungendo a quella contemporanea, metta in luce non solo gli esempi di artiste donne che, nonostante i condizionamenti culturali, hanno raggiunto un ruolo preminente in campo artistico, ma anche i cambiamenti che hanno investito la percezione sociale delle artiste stesse.

    Articolazione del corso e sintesi degli argomenti

    • Le donne artiste nel Cinquecento: Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana
    • Tra Seicento e Settecento: Artemisia Gentileschi, Rosalba Carriera
    • L’Ottocento, ritratto e Impressionismo: Angelika Kauffmann, Mary Cassatt, Berthe Morisot
    • Tamara de Lempicka e L’Art Decò
    • Il Surrealismo e oltre: Gala Éluard, Frida Kahlo
    • Il secondo Novecento: corpo e contestazione tra Body art e fotografia