Appunti e commenti

Università Aperta accoglie molto volentieri i contributi dei soci, dei docenti, degli iscritti ai corsi e di quanti altri seguono le nostre attività.

2020

Omaggio di Roberto Viaggi “blenderista” e socio di Università Aperta

Oggetti e luoghi visti in 3D. Da foto a modelli 3D (obj, fbx, stl) ottenuti con techiche di fotogrammetria (senza droni) e poi animati.

Clicca sull’elmo….

Il viaggio dell’uomo sta all’Odissea come l’uomo sta all’Arte

Patrizia Merletti, Consigliere di Università Aperta

 Credo che il mito di Ulisse possa essere visto anche come un’equazione che spiega il rapporto tra mito e realtà, tra radici storiche e aspirazione al rinnovamento: attraverso le molteplici forme di arte quel mito è stato infatti rielaborato nei millenni e in questi mesi si snoda nella mostra ULISSE, l’arte e il mito allestita nel complesso di San Domenico a Forlì.

In sostituzione della visita guidata che il Covid 19 ci ha impedito di realizzare in marzo, la mostra ci è stata ampiamente illustrata in una video-lezione dalle docenti di Università Aperta dott.sse Emanuela Fiori e Giovanna degli Esposti che hanno saputo farci cogliere le tante sfaccettature di Ulisse. Personaggio mitico che ha da sempre affascinato la sensibilità degli artisti per la determinazione di condottiero che non rifugge dall’inganno per raggiungere lo scopo prefisso, per la sua proiezione verso la conoscenza anche di ciò che potrebbe essere pericoloso per sè e per chi gli è compagno di avventura, per il suo saper essere narratore delle proprie esperienze e uomo che accanto al richiamo di Itaca per i suoi legami affettivi, si lascia sempre attrarre dai nuovi incontri.

Per 3 milleni letteratura, pittura, poesia ci hanno parlato di Ulisse nei diversi aspetti ed ora lo fa anche questa fascinosa mostra col filtro del cuore, della religione, dell’inconscio nella moderna presa di coscenza.

Questa prima visita ad un luogo d’arte dopo il lockdown per il Covid-19… è stata per me un tempo sospeso, un’apnea nel godimento del bello, un vero stupore negli occhi già entrando nella 1^ sala in cui ci si trova davanti alla Nave di Gela (IV-V sec. a.C.) ricomposta agli occhi dei visitatori, per la prima volta dal suo restauro, tra due rostri di bronzo ancora serranti gli antichi legni nodosi che li spingevano tra le spume delle onde marine. Onde peraltro create dalla suggestione sonora del sottofondo audio e dai tagli di luce che si riflettono sulle superfici specchianti : attorno statue greche, romane di Dei ed Eroi, un dipinto di un giovane Rubens (“Il giudizio degli Dei”), un rappresentazione del “Cavallo di Troia” di Mimmo Palladino, un antico elmo corinzio e busti marmorei di Omero, sempre corrucciato e forse pensoso su quel viaggio a cui la sua poesia ha dato vita perenne
Nelle altre sale….bisogna proprio andarci perchè è troppo bella questa mostra aperta fino ad agosto e resa ancora più affascinante dalle numerose citazioni letterarie di Ovidio, Dante, Tasso, Conrad, Melville, Joyce, per illustrare le tappe di un viaggio di cui ci restano indimenticabili protagonisti Polifemo, le Sirene, Circe,i Feaci,Penelope, Telemaco, i Proci e l’Isola di Itaca.

Suggerito dal Presidente Mario Faggella

Scritti nel 1869, i versi della scrittrice Kathleen O’Meara ( pseudonimo di Grace Ramsay, Dublino 1839-Parigi 1888)  sembrano parlarci del nostro attuale coronavirus … Speriamo che siano di buon auspicio!

Il CdA dell’Università Aperta ai tempi del coronavirus

Roberta Mullini, Consigliere di Università Aperta

Dopo un fitto scambio di mail tra tutti i membri del Consiglio di Amministrazione di Università Aperta su come e dove incontrarci per la riunione del 13 marzo, si era deciso di effettuare l’incontro online, tramite un programma che ammette qualche decina di partecipanti (il CdA è di 11 persone, per chi non lo sapesse). L’alternativa sarebbe stata una sala grande in cui tutti saremmo stati alla prescritta distanza di sicurezza. La scelta era stata fatta in tempi ancor relativamente non sospetti, quando non c’erano decreti e ordinanze che vietassero gli spostamenti senza un motivo più che valido. Certo, far funzionare UA è un motivo valido, ma in tempi così duri può apparire del tutto secondario, sicuramente non legato alla sopravvivenza. E bene facemmo a scegliere lo streaming, perché non ricordo con quale decreto notturno entrarono in vigore disposizioni restrittive sugli spostamenti, per cui la soluzione della sala-con-posti-lontani non sarebbe comunque stata agibile. Noi, quindi, grazie soprattutto alla perizia e alla lungimiranza di Marilena, alle ore 18 del 13 aprile 2020, eravamo tutti in linea, collegati, visibili gli uni agli altri. Be’, è vero, qualcuno si è affacciato allo schermo del computer con un po’ di ritardo, qualcuno ha avuto bisogno di una ‘chat’ amichevole che guidasse le mosse giuste per il collegamento, ma attorno alle 18.15, voila, tutti gli undici membri erano collegati, dal presidente alla ‘new entry’ più recente. Subito qualcuno ha fatto notare che era una delle poche volte in cui il consiglio era al completo: ci voleva il coronavirus a tacitare tutti i nostri mille altri interessi e farci trovare pronti alla discussione.

In tutti si avvertiva apprensione per la riuscita di questo incontro quasi sperimentale (ma Marilena era stata così brava e paziente che si era resa disponibile a fare dei collegamenti di prova con tutti al mattino), curiosità e – perché no – anche un po’ di divertimento. C’era chi era del tutto nuovo a questo tipo di comunicazione, chi era più esperto, chi addirittura scafato (evidentemente o per familiarità con i social media o per personali competenze tecnologiche), fatto sta che gliel’abbiamo fatta (e non solo a far l’appello, ma proprio a condurre un CdA a puntino). Addirittura, c’è stato anche un accompagnamento musicale: a un certo punto Walter ha preso la chitarra e si è messo a suonare, non tanto sovrapponendosi alle voci, quanto accompagnandole con arpeggi. Personalmente non ero al corrente che per le 18 c’era un invito in tutta Italia a un flash mob musicale di solidarietà con il personale degli ospedali impegnati contro il virus e solo più tardi ho letto la musica di Walter come partecipazione all’evento. Così, anche il CdA di UA ha, pur se un po’ indirettamente, condiviso il flash mob!

Al termine dei lavori, ci siamo tutti salutati, valutando molto positivamente l’esperienza appena conclusa. Ma non è finito tutto lì. Il giorno dopo, attorno alle 15, ho pensato di scrivere a tutti per ‘ringraziarci’ a vicenda dell’incontro della sera precedente e, con mia enorme sorpresa, circa tre ore dopo da Giuseppina sono arrivati non solo una risposta-condivisione della mia mail, ma anche un VIDEO contenente il montaggio delle nostre belle faccine intente a discutere l’OdG, con un sonoro davvero azzeccato e nello stesso tempo estremamente evocativo e struggente: è la voce di Ginevra Di Marco (penso) che canta “Tutto cambia”, la versione italiana di “Todo cambia” resa famosa da Mercedes Sosa, la cantante argentina – la “cantora popular” – che la dittatura militare negli anni ’70 del secolo scorso prima imprigionò, poi costrinse all’esilio. Quindi, sì, se il messaggio di Mercedes è anche profondamente sociale, per noi quel ritornello “Cambia, tutto cambia” viene a significare le trasformazioni, il rinnovamento (in questo caso assai positivo, a mio parere) a cui siamo chiamati a rispondere, perché, come dice la canzone, “Y así como todo cambia / Que yo cambie no es extraño” (così come tutto cambia, non è strano che cambi anch’io).

Un breve racconto scritto da Patrizia Merletti di Università Aperta

Al di là del nostro consueto immaginario, il Covid-19 ci nega la socialità che esalta l’umanità e meglio la caratterizza.

Ci impedisce, ad es., di poter vedere un monumento o la pelle di un quadro in mostra, di condividere l’emozione di quella percezione con chi ci è vicino e di scambiare l’esperienza personale con eventuali compagni di visita. Impedisce di complimentarsi l’un l’altro per un traguardo o una scoperta e persino di passare di mano in mano la torcia del fuoco sacro di Olimpia per i giochi.

In questa prolungata e quasi ossessiva situazione UA vuole continuare ad essere un’occasione per socializzare all’insegna della cultura, ora più che mai in cui dobbiamo stare in casa a proteggere noi e chi ci sta attorno, ma anche a salvaguardare i tanti patrimoni che quella stessa cultura ha prodotto in idee ed opere.

Per il momento Corsi e Viaggi in programma sono sospesi?

Subito il balsamo lenitivo: apriamo il sito ed andiamo a rivedere ciò che fino ad ora si è fatto: lo apprezzeremo ancor più perchè possiamo capire il grande valore delle esperienze condivise. Se con rimpianto sorgesse la domanda ..ma quando potremo di nuovo…?, attingiamo subito al patrimonio della memoria, delle documentazioni che libri, siti di musei e le stesse associazioni culturali come UA ci mettono a disposizione grazie anche alle nuove tecnologie

Sarebbe un’ottima occasione per riscoprire e condividere con un semplice whatsapp, coi social, coi telefonini o in streaming i frutti di questa esperienza, che la frenesia della quotidianità fino a qualche settimana fa ci aveva tolto il gusto di assaporare.

I corsi, i viaggi ?… vorremmo ovviamente che riprendessero al più presto ma se la cosa dovesse dilungarsi speriamo di poter contare su UA e sull’ apporto di nuove persone e nuove professionalità al mantenimento della nostra salute mentale.

Poichè tanti studi scientifici hanno accertato che il cervello va salvaguardato con costanti input all’ allenamento mnemonico e cognitivo, credo che anche la socialità della cultura può offrirci in questo momento di rientro nel privato, idee per nuove iniziative, spunti di formazione ed occasioni di reciproca fiducia.

La socialità umana, in fondo, è una Fenice che nonostante guerre, epidemie, calamità è sempre risorta come l’economia: proprio questa, anzi, potrà esser un utile esperienza, anche se dolorosa, per fornirci strumenti, per comprendere e per crescere.