Festa della donna:.....perchè solo l'8 marzo?

Si era a visitare la Basilica di Padova con Università Aperta.

Un edificio che fin dal XIII sec. è il centro della città come riferimento amministrativo per giustizia e commerci tanto che al pian terreno e tutto attorno nelle piazze, le botteghe e mercati sono frequentatissimi.

Al piano superiore da una loggia affrescata si entra un grandioso ambiente che, in queste settimane è sede di un'istallazione dell'artista brasiliana Louise Manzon, sensibile a tematiche socio-ambientali: sculture di figure di donna paludate di mantelli che da lontano luccicano come coperti da preziosi e dai quali i loro busti emergono solenni e fieri, quasi a guardare nelle pareti affrescate tutto attorno altre donne, anch'esse vestite con abiti dalla foggia antica ma spesso incredibilmente occhieggiante alla loro.

Quegli affreschi, eseguiti inizialmente da Giotto e poi da altri pittori, si son misurati nel tempo con incendi, miti, astrologia, sacri testi e vicende cittadine e ci trasmettono ancora tante immagini di donne, laiche e sante, popolane e nobili, muse, dee, simboli di passioni terrene e divine. Una incredibile teoria di rappresentazioni di tanti ruoli femminili, impegnati e nel lavoro quotidiano, nell'accudimento della famiglia, nel partecipare silenziose ad eventi pubblici e a dar loro lustro, con la propria presenza altera e rassicurante alla vita della città.

Inoltrandosi nel grande spazio della sala tutta affrescata, si è avvolti e presi da quelle figure che nei riquadri colorati, ci si snodano attorno, dovunque l'occhio cada.

A poco a poco ci si avvicina alle opere della Manzon: solo allora ci si rende conto che i mantelli che avvolgono i corpi di quelle figure ispirate alla plurietnica realtà sudamericana, sono fatti di lucente fil di ferro che le stringe e costringe, e la superfice sfavillante è composta dalle teste lucide di migliaia di lunghi chiodi che sono infissi ...nel loro corpo!

Ma i busti, le spalle, i colli e le teste che emergono da quegli intricati ed inquietanti grovigli restano comunque splendidamente, irriducibilmente, fieramente consapevoli dell'intima consapevolezza della propria forza nell'affrontare i ruoli che nei tempi la storia ha imposto alla donna!

Alla luce delle cronache, delle possibilità effettive di parità di opportunità nelle trasversali realtà sociali, sorge spontanea una domanda: queste opere d'arte, nel XXI secolo, esprimono il senso dell'impedimento o del raggiungimento del traguardo dell'emancipazione della donna?

Se, ancora oggi, c'è bisogno di un giorno "speciale" per festeggiare la Donna...la risposta è scontata!!!