PROGRAMMA COMPLETO dei CORSI proposti per l'AA 2013-2014


2013 Barbieri

Ancora qui col nostro “insieme” di proposte e di entusiasmo che ogni anno si rinnova nono­stante i tempi difficili che stiamo attraversando.

Si muovono intorno a noi marosi turbolenti e mi­nacciosi che però non at­tenuano la voglia di fare, di conoscere, di conti­nuare a sperimentare.

Di fronte a forti cambia­menti economici e sociali come quelli in atto è neces­sario infatti mettere a fuoco una visione nuova per non essere travolti, trovando sinergie, collaborazioni, vorrei dire con un termine purtroppo molto abusato, che è indi­spensabile “sapersi mettere in rete”. È questo uno degli obiettivi primari di Università Aperta che guarda al ricco tessuto di volontariato, anche culturale, che caratterizza la nostra realtà con un’ottica non di concorrenza ma di collaborazione.

Ma veniamo allo specifico programma dei nuovi corsi.

Come sempre troverete tradizione e novità sia nelle te­matiche, sia nell’organizzazione (di tempi, scansioni, orari) per rendere le proposte sempre più duttili e dunque “confezioni su misura” di esigenze, interessi, problema­tiche varie.

Tra le novità più evidenti da questo punto di vista la “le­zione aperta” che apre quasi tutti i corsi per permettere ai più incerti di saggiare tematiche nuove per loro, verifi­cando con precisione se corrispondano alle loro aspet­tative.

Vuole essere un modo per essere ancora più vicini ad ognuno di voi e per aiutarvi nella scelta con uno strumen­to concreto di conoscenza.

Come potete constatare il programma che presentiamo alterna: corsi con lunghissima tradizione, corsi aperti in questi ultimi anni, corsi su tematiche mai affrontate, corsi a pagamento e corsi gratuiti.

Dunque, come dicevo, tradizione e novità, novità presen­ti anche all’interno dei corsi più consolidati che si rinno­vano nei temi e nell’impostazione, a volte presentandosi come opportunità complementari tra loro per adeguarsi agli interessi e ai tempi di ciascuno.

Queste proposte saranno accompagnate da molteplici altre attività aperte a tutti che da sempre ci caratteriz­zano (conferenze, presentazioni di libri, attività musicali, visite guidate e viaggi culturali, ecc.).

È su quest’ultimo aspetto che vorrei soffermarmi brevemente. Infatti i viaggi di uno o più giorni, guidati dai docenti dei nostri corsi, ad approfondimento di temi specifici affrontati durante l’anno, sono una tradizione ormai consolidata da una lunga esperienza. È un compito importante, anzi un elemento essenziale di quella vasta diffusione e promozione culturale che rappresenta la missione statutaria di Università Aperta. Un’attività che non va confusa con quella di un’agenzia turistica che, a differenza di noi, risponde a giuste logiche commerciali. I nostri viaggi si collocano infatti in un ambito diverso: di verifica sul campo e/o di ulteriore elaborazione di conoscenze e di condivisione di momenti di svago con gli occasionali “compagni di scuola”, favorendo la nascita e il rafforzamento di legami cresciuti per aver condiviso interessi comuni. Un impegno volontario da parte di Università Aperta che mette a disposizione il suo tempo e le sue competenze, perché c’è bisogno di conoscenza, ma anche di incontro con gli altri, di rompere quello che in molti casi o in alcune stagioni della vita può diventare una morsa di solitudine che ingrigisce l’esistenza. Questo programma rappresenta l’ultimo atto del C.d.A. che è giunto al termine del suo mandato triennale, lavorando con intensità e grande armonia.

A dicembre l’Assemblea dei Soci eleggerà un nuovo C.d.A., molti ma non tutti i consiglieri uscenti rinnoveranno la propria candidatura. Mi riferisco al prof. Ivanno Cervellati e al prof. Lido Valdrè che hanno rinunciato per motivi di salute. Essi sono stati tra gli ideatori e fondatori di Università Aperta, l’hanno seguita passo passo, facendola crescere, dando un contributo essenziale sia alla sua organizzazione che al suo indirizzo culturale e ideale, entrambi come consiglieri e il prof. Valdrè anche come presidente, carica che ha ricoperto dal 18 gennaio 1995 al 13 gennaio 2005. A lui, fra mille altre cose, si deve anche la scelta del nome stesso di Università Aperta.

Sono certa di farmi interprete dei sentimenti non solo di tutti i consiglieri e collaboratori, ma anche di tanti di voi nell’esprimere la mia, la nostra profonda riconoscenza per l’opera preziosa che hanno svolto, mettendo a disposizione di tutti la loro cultura, esperienza e creatività, contribuendo così in modo essenziale alla promozione culturale della città.

La presidente di Università Aperta,

Gabriella Barbieri

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