Recensione sulla visita alla "mostra on the road"
di Patrizia Merletti


Se ci facessero studiare la storia ... Mostra On The Road

... sarebbe più coinvolgente per tutti, dai più giovani ai più maturi se ci facessero studiare la storia come una gustosa insalata di soluzioni per la quotidianità umana, tenendo conto delle esigenze che essa presenta per tutti: poveri e ricchi, incolti e sapienti, chi parla con l'entità superiore e chi cerca un tramite ad essa .... 

La nostra Via Emila da Rimini a Piacenza, ad esempio, è stata fonte di ispirazione per una mostra multimediale ai Musei Civici di Reggio Emila che esplora la storia di una cruciale area geografica italiana.

"On the Road – la Via Emilia dal 187 a. C. Al 2017" nell'ampio arco di tempi considerato, va a toccare, per noi nati a cavalcioni dell'Emilia, ancora oggi fruitori di questa magnifica infrastruttura dei trasporti e delle comunicazioni, corde ancestrali di felliniana memoria ma soprattutto è un’occasione per meditare come le grandi vicende della Storia abbiano radici antiche con evidenti propaggini nella nostra modernità!

 

La via Emilia è legata, per noi, alla romanità; tuttavia recenti scoperte archeologiche ci dicono che già molto prima le popolazioni italico-celtiche ne avevano consolidato una tratta con centri di riferimento per scambi commerciali e culturali che seguiva il percorso pedemontano degli Appennini del Nord verso la pianura padana: una cerniera tra culture Nord europee e italico-mediterranee: una splendida occasione per scambio e quindi di crescita, quello che oggi chiamiamo know-how!!

Intenerisce vedere come si studiavano i punti di sosta ed accoglienza per viandanti, commercianti, soldati, tutti con vettovaglie, merci e mezzi di trasporto...dai piedi calzati, ai quadrupedi cavalcati o trainanti, ai carri...e alle auto; tutti bisognosi di ristoro, riposo, manutenzione e perché no? ... coccole.

Stupisce l'intelligenza delle soluzioni tecniche adottate per rendere durevole e sicura la via, tanto che è giunta sino a noi, oggi; così saggiamente definita nei suoi obiettivi di servizio poi che le si sono affiancate linee ferroviarie e autostrade: una costante crescita che ha reso l'area interessata più che un insieme di città collegate da una via, "una vera e propria megalopoli" (citando la dott.ssa D. Ferrari che ha fatto da guida alla mostra).

Ma alla mostra si è affiancata la scoperta degli stessi Musei Civici di Reggio Emila!   

Una mostra permanente di reperti di paleontologia, geologia, archeologia, storia dell'arte, del costume, delle religioni dai più lontani Paesi fino alle nostre porte di casa nostra, è stato allestita per dare agli italiani dell'Emilia non solo un immagine del loro passato ma anche dell'Italia, finalmente Unita nella seconda metà del XIX sec., e del ruolo che la cultura italiana poteva avere nel mondo, tramite contatti e scambi culturali con altri Paesi, raccolte di materiali etnografici e collezioni zoologiche provenienti da diversi continenti e regioni.

Il tutto grazie soprattutto alla tenace passione di alcuni pionieri della globalizzazione nella conoscenza del diverso, forse l'unico aspetto che la globalizzazione moderna ha tralasciato veramente, nonostante le immense possibilità che social ed internet han messo a disposizione.

L'impronta museografica a Reggio Emila è rimasta ancora quella del XIX sec. con teche in legno e vetro tanto che pare d'esser in una galleria antiquaria di preziosi gioielli, più che in un museo come quelli a cui siamo oramai abituati: ma non si deve pensare ad una serie noiosa di oggetti... no, no!!  ... qua a Reggio c'è una testimonianza dell'adozione di tecniche di esplorazione e studio e divulgazione da far invidia a ben più moderne/contemporanee gallerie di raccolta museologica, una scoperta nella scoperta!