Riceviamo e pubblichiamo questo simpatico commento di una nostra affezionata corsista

Quando si dice perseguire un obiettivo ad Università Aperta.

In passato avevo approfittato delle iniziative di viaggi-studio, dove si è accompagnati dagli insegnati titolari dei corsi; non docenti pomposi (come avevo conosciuto all'Università, ai miei tempi) ma squisite persone che, certo, amano infinitamente ciò che insegnavano, ma soprattutto sanno trasmetterlo con la grazia che dona la passione e la sensibilità umana. Anche a chi come me non abituali frequentatori dei corsi, pazientemente si rendono disponibili a rispondere, chiarire...
   Pensai: “Appena vado in pensione (..se riesco ad andarci,....), mi iscrivo!!!....”
   Ci sono riuscita!...e quindi ...

   E' un'esperienza che si sta rivelando molto più coinvolgente di quanto pensassi.
E' un aspetto nelle iniziative di UnIversità Aperta – corsi e viaggi – che va al di là del semplice assolvere ad interessi specifici su argomenti trattati nei corsi: bisogna dar atto a questa istituzione di aver un team di personalità che son riuscite a creare una stimolante realtà culturale con un grande valore aggiunto: organizzatori, accompagnatori, docenti sanno fare gruppo!.... con l'occasione, di poter godere della compagnia di altri “curiosi di conoscere”, condividendone interessi ed esperienze e poterne parlare....bello, una vera manna per mente e spirito!!!....

Museo Egizio Torino   Ultimamente ho avuto l'opportunità di partecipare ad un viaggio a Torino - per vedere il Museo Egizio, nella nuova veste museografica, e il Museo delle Antichità, ora ospitato a Palazzo Reale. Finalmente poter ammirare reperti archeologici di grande interesse a cui per qualche tempo non si era potuto accedere per lavori in corso. 25 partecipanti, accompagnati dal Prof. Faggella con la Dott.ssa Daniela Ferrari, docente dei corsi di archeologia, che si è prodigata ad illustrare le collezioni con “determinata” passione. Vado a spiegare.
   Arrivati all'ingresso del Museo delle Collezioni Antiche a Palazzo reale, si è presentato un custode che, sporgendosi da una tenda (che pareva un sipario di teatro) dietro alla quale doveva esserci l'accesso alle gallerie e sale delle collezioni, ci ha apostrofato accigliato:
   “Voi chi siete? Cosa volete?..”
(A me veniva spontaneo rispondere: “Un chilo di patate, per favore!”...cosa si poteva chiedere all'ingresso di un museo?!...)
La dott.ssa Ferrari mettendo mano alla sua borsa dall'insondabile capienza:
   “Siamo il Gruppo di Università aperta di Imola; alle ore ….”
   “.... io non so nulla, ..da dove venite?... quanti....”  “Siamo in 27!” ...e gli viene allungato un pacco di mail, fax, comunicazioni della Dott.sa Ferrari, che da mesi organizzava la visita con i responsabili del museo; lo fa con uno sguardo tra il tenerone e il lapidario, che par difficile si riesca a fare... ma alla dottoressa Ferrari viene benissimo.
   Il custode, vista la cospicua documentazione, è sparito dietro la tenda: “Aspettate qui!”
   Passati qualche minuto, riemerge:   “Quanti siete?!”   “Sempre 27!”
Scompare di nuovo (ndr.: il numero dei visitatori è importante perché determina il n° dei custodi nelle sale... ma non c'era nessun altro visitatore, per cui in fretta si doveva reperire il personale necessario!)   Da parte nostra, si ha l'impressione di averlo costretto a chi sa quale incombenza inusitata - vien da pensare che è quasi più difficile veder le cose nel museo che trovarle sul campo!
     Rieccolo: “Potete entrare per, ...30 minuti..”
     Ma già ci stava rincorrendo, che noi inseguivamo lo svolazzare del cappotto della nostra docente partita in quarta, con elenco e coordinate dei reperti da prendere in esame in mano...e si sa bene ormai che, se sa che una cosa ci deve essere, la trova: ecco cosa vuol dire saper perseguire l'obiettivo! ….E ne valeva la pena: il Museo delle antichità di Torino è stata una “scoperta” stupenda.

Patrizia Merletti

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