Un breve racconto scritto da Patrizia Merletti consigliere di Università Aperta

Al di là del nostro consueto  immaginario, il Covid-19  ci nega  la socialità che esalta l'umanità e meglio la caratterizza.

Ci impedisce, ad es., di poter vedere un monumento  o la pelle di un quadro in mostra, di condividere l'emozione di quella percezione con chi ci è vicino e di scambiare l'esperienza personale con eventuali compagni di visita.  Impedisce di complimentarsi l'un l'altro per un traguardo o una scoperta e persino di passare di mano in mano la torcia del fuoco sacro di Olimpia per i giochi.

In questa prolungata e quasi ossessiva situazione UA vuole continuare ad essere  un'occasione per  socializzare all'insegna della cultura, ora più che mai  in cui dobbiamo stare in casa a proteggere noi e chi ci sta attorno, ma anche a salvaguardare i tanti  patrimoni che quella stessa cultura ha prodotto in idee ed opere.

Per il momento Corsi e Viaggi in programma sono sospesi?

 Subito il balsamo lenitivo: apriamo il sito ed andiamo a rivedere  ciò che fino ad ora si è fatto: lo apprezzeremo ancor più perchè  possiamo capire il grande valore delle esperienze condivise. Se con rimpianto sorgesse la domanda ..ma quando potremo di nuovo...?,  attingiamo subito  al patrimonio della memoria, delle documentazioni che libri, siti di musei e le stesse associazioni culturali come UA ci mettono a disposizione grazie anche alle nuove tecnologie

Sarebbe un'ottima occasione per riscoprire  e condividere  con un semplice whatsapp, coi social, coi telefonini o in streaming i frutti di questa esperienza, che la frenesia della quotidianità fino a  qualche settimana fa ci aveva tolto il gusto di assaporare.

 I corsi, i viaggi ?... vorremmo ovviamente che riprendessero al più presto ma se la cosa  dovesse dilungarsi   speriamo di poter contare su UA e sull' apporto di nuove persone e nuove professionalità   al mantenimento della nostra salute mentale.

 Poichè tanti studi scientifici  hanno accertato che il cervello va salvaguardato con costanti input all' allenamento mnemonico e cognitivo, credo che anche la socialità della cultura  può offrirci  in questo momento di rientro nel privato, idee per  nuove iniziative, spunti di formazione ed  occasioni di reciproca fiducia.

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 La socialità umana, in fondo, è una Fenice che nonostante guerre, epidemie, calamità è sempre risorta come l'economia: proprio questa, anzi, potrà esser un utile esperienza, anche se dolorosa, per fornirci strumenti, per comprendere e per crescere.